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Sintesi.
     
Con  l'avvento al trono di Luigi quattordicesimo, la Francia si  avvi
verso   un  deciso  rafforzamento  della  monarchia  ed  una  gestione
centralizzata dello stato.
Il  sovrano  accentr nelle proprie mani tutti i poteri relativi  alla
gestione  politica, economica, religiosa e culturale del suo regno:  i
funzionari  dello  stato,  inviati in ogni  regione,  acquistarono  un
sempre maggiore

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rilievo;   le   finanze  furono  riformate,  mentre  venivano   create
importanti   manifatture   nazionali;   si   riorganizz   l'esercito,
potenziandolo   e  disciplinandolo.  L'opposizione  calvinista   venne
stroncata,  mentre  la  nobilt,  che in  precedenza  aveva  fomentato
rivolte  e  sedizioni,  fu resa inoffensiva: mantenne  i  tradizionali
privilegi  economici  e  fiscali, ma venne in gran  parte  assunta  al
servizio del re, sottoposta ai suoi voleri e inquadrata nella corte di
Versailles, dove affluirono anche illustri artisti. (Paragrafo 1).
Questo  sistema  politico,  caratterizzato  dalla  concentrazione  del
potere  nelle  mani  del  sovrano, sarebbe  stato  definito,  dopo  la
Rivoluzione  francese,  con il termine di "assolutismo",  proprio  per
indicare un esercizio dell'autorit sovrana sciolto da ogni precedente
vincolo di legge.  (Paragrafo 2).
La  forte  monarchia di Luigi quattordicesimo costitu  una  sorta  di
modello,  che, in circostanze diverse, incoraggi il rafforzamento  di
altri  stati.  Su  tutti  emersero l'impero asburgico,  il  cui  asse,
costituito da Austria, Boemia ed Ungheria, si spostava ormai  verso  i
Balcani,  contro  le  frontiere  dell'impero  turco;  l'elettorato  di
Prussia-Brandeburgo,   il   quale,   grazie   alla   dinastia    degli
Hohenzollern,  si trasform in un regno dai forti connotati  militari;
ed infine il regno russo, che, grazie agli sforzi modernizzatori dello
zar  Pietro il Grande, combatt con successo il potere dei  nobili,  i
"boiari",   e   var  un  programma  politico  di  grande  espansione.
(Paragrafo 3).
Anche  l'Inghilterra, il cui regno, dopo la morte di  Elisabetta,  era
confluito  nelle  mani  degli  Stuart, sovrani  scozzesi  di  simpatie
cattoliche, si stava trasformando in uno stato molto accentrato. Ma le
forze borghesi pi vive, di religione calvinista, concentrate in  quel
parlamento  la  cui  forza  i nuovi sovrani  intendevano  ridurre,  si
opposero  tenacemente  all'assolutismo,  arrivando  a  ribellarsi.  La
guerra  civile che ne segu vide la prepotente ascesa di un  nobiluomo
di campagna, di fede calvinista, Oliver Cromwell, che, dopo aver fatto
giustiziare il re inglese, instaur la repubblica, ponendosi a capo di
essa.  Cromwell  favor  l'ascesa  commerciale  dell'Inghilterra,   ma
assunse poteri dittatoriali esautorando il parlamento. (Paragrafo 4).
La  scomparsa  del  dittatore calvinista, seguita  dal  riemergere  di
movimenti  destabilizzanti, provoc in breve  tempo  la  caduta  della
repubblica  ed il ritorno degli Stuart. Il comportamento politicamente
intransigente  della dinastia, che si mostrava incline  a  favorire  i
cattolici  e  a restaurare l'assolutismo, port tuttavia ad  un  nuovo
scontro  con  il  parlamento,  che  dichiar  decaduta  la  linea   di
successione maschile degli Stuart e si appell al governatore olandese
Guglielmo  d'Orange,  marito di una figlia del  re,  perch  assumesse
l'investitura   regale.  Tale  mutamento  dinastico,  avvenuto   senza
spargimento  di  sangue,    passato alla storia  con  il  termine  di
"rivoluzione gloriosa".  (Paragrafo 5).
La  Carta  dei diritti, che il nuovo sovrano dovette firmare,  assegn
maggiori poteri al parlamento e pose le basi di una monarchia di  tipo
parlamentare,  un modello istituzionale fondamentale per  l'evoluzione
dei sistemi politici in Europa e nel mondo. (Paragrafo 6).
